Datacrazia: professioni intellettuali a confronto con l’intelligenza artificiale


Si può credere in una macchina? Possiamo aver fiducia in qualcosa di artificiale? Siamo in grado di fidarci di ciò che è stato costruito da noi, ma che sembra in molti casi agire in maniera indipendente? Ma soprattutto: quanto e cosa apporta il valore umano rispetto all’analisi dell’intelligenza artificiale?

Ne discuteremo domani al convegno “Datacrazia: il professionista cyborg e la sfida della rivoluzione digitale. Come competere con il dottor Google” che si svolgerà a Palermo presso il Teatro Politeama.

Il convegno metterà a confronto Filosofi, Scienziati esperti di Intelligenza artificiale e di robotica, Sociologi e Futurologi, Economisti e Giuristi, Neuroscienziati ed Esperti di Morale sul futuro delle professioni intellettuali nell’era della rivoluzione digitale, per individuare percorsi di sopravvivenza delle categorie professionali che hanno costituito il pilastro delle conoscenze e delle competenze della società civile e democratica degli ultimi secoli.

Molte le voci a confronto che vogliono porre il tema dell’intelligenza artificiale da più punti di vista. Una visione positiva è proposta da Alberto Oliveti, presidente ENPAM e ADEPP: “Nel campo della cura, l’intelligenza artificiale potrà essere uno straordinario amplificatore delle capacità mediche, ma difficilmente potrà competere con intuito ed immaginazione umana e, soprattutto, sostituire il rapporto tra medico e paziente, che è fondato sulla fiducia reciproca e centrato sul riconoscimento della competenza e sull’esigenza di una decisione condivisa”. Salvatore Armato Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli della Provincia di Palermo, rilancia:” Salute è benessere e benessere è uno stato dell’anima. Non va dimenticato per esempio che la comunicazione della diagnosi e della prognosi costituiscono dei momenti molto delicati. Il ruolo fondamentale della “macchina” oggi in Medicina è indiscutibile, ma una macchina non può sostituire l’Uomo, unica macchina al mondo in grado di esprimere sentimenti, di rassicurare, di confortare e promuovere atteggiamenti, utili al paziente, per affrontare la malattia”. Luigi Pagliuca, Presidente Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Ragioneri e Periti Commercialisti propone un punto d’incontro: “Il progresso tecnologico è un processo inarrestabile. L’evoluzione della professione non può esimersi di divenire garante dell’evoluzione tecnologica, ma i risultati della macchina devono essere garantiti dal Professionista col fine d’incontrare le esigenze del cliente.”

Per una visione più organica e completa, vi invitiamo a registrarvi sul sito datacrazia.org e a partecipare al convegno domani a Palermo.